Quid est veritas?
Questa domanda posta da Pilato a Nostro Signore ci porta ad interrogarci profondamente. Non viene data infatti risposta.
In un mondo virtuale quale internet, in cui chiunque può dire tutto ed il contario di tutto, la verità che molti sostengono di possedere si rivela fallace. Chi infatti può intavolare un discorso con persone sconosciute, che magari non esistono neanche...
come si può decidere in base ad elementi di cui non si conosce la provenienza, l'attendibilità e la veridicità? come si può creare un tribunale virtuale in cui vengono sistematicamente violati tutti i più elementari principi di legalità? prove assunte senza l'uso del contraddittorio, arbitraria decisione di quali testimonianze siano valevoli e quali no, violazione del diritto di replica, violazione del diritto dell'onore, processi alle intenzioni delle persone magari mai conosciute....negazione della presunzione d'innocenza....
quale verità potrà mai uscire da un tribunale in cui giudice, accusatore, giuria, testimoni sono di parte e in cui il collegio difensivo viene rigidamente controllato?
quale presunzione può portare a credere che da questo tipo di giudizio possa uscire la verità?
questo tipo di giudizio ci riporta indietro di secoli, quando la giustizia era inumana e gestita da persone che "conoscevano perfettamente il diritto divino, ma scordavano sempre il perdono..."....
Questo blog non cercherà di difendere il cammino neocatecumenale, perchè esso è difeso già dallo Spirito Santo...cercherà solo di seminare un dubbio: quid est veritas?
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